Archivi del mese: febbraio 2008

Il parlamento europeo contro le violazioni dei diritti dei Rom

31 gennaio 2008 : Con 510 voti favorevoli, 36 contrari e 67 astensioni il Parlamento Europeo approva una risoluzione per l’elaborazione di una politica di livello comunitario contro le violazioni dei diritti umani e le discriminazioni razziali perpetrate nei confronti dei circa 10 milioni di Rom che vivono nei territori comunitari, tanto da parte tanto dei singoli cittadini quanto degli stati nazionali. Continua a leggere

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Le identità rom

I Rom, che l’opinione pubblica accomuna con il termine più o meno spregiativo di zingari e che spesso gli operatori dell’informazione confondono con i rumeni, costituiscono un universo di identità nel quale può essere non facile orientarsi; identità, è bene precisare subito, che se hanno differenze, sono tuttavia accomunate da tratti di fondo legati agli stili di vita, quando non dalla lingua parlata.
Secondo l’antropologo Leonardo Piasere è possibile tracciare una linea immaginaria che va da Helsinki a Roma, tagliando in due l’Europa (e l’Italia: la linea divide grosso modo l’Italia del nord da quella da Roma in giù). Ad est di questa linea troviamo popolazioni che si definiscono Rom. Ad ovest la situazione è più complessa: vi sono sinti, manush, kale, romanicels, travellers, jenische, caminanti, rudari… Vediamo chi sono. Continua a leggere

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La Buona Ventura

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La Buona Ventura di Caravaggio è un quadro di cui esistono due versioni. La prima (in alto) è stata dipinta nel 1593-1594 ed è oggi conservata alla Pinacoteca Capitolina di Roma; la seconda (in basso) è stata dipinta nel 1596-97. Il quadro rappresenta una zingara che, mentre legge la mano ad un giovane soldato, gli sfila abilmente l’anello. Secondo un biografo, Caravaggio avrebbe invitato a posare per il quadro una zingara che passava per caso per strada. Il dipinto è una precoce espressione dell’immaginario della zingara dedita al furto e anche – soprattutto nella prima versione – ammaliatrice, capace di incantare ed ingannare.

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La storia dei Rom: una cronologia essenziale

Le origini

250-650 d.C.: In questo ampio arco di tempo alcune popolazioni dell’India nord-occidentale si spostarono in Persia (l’attuale Iran). Molto probabilmente queste popolazioni si erano già spostate dall’India centrale (come lascia supporre la presenza nella lingua romanì di alcuni elementi comuni alle lingue dell’India centrale). Difficile dire cosa abbia indotto i primi Rom a spostarsi verso la Persia. Probabilmente furono la povertà o la guerra. In Persia vennero chiamati Dom, con una parola indiana che significa “uomo” e da cui deriva il termine Rom. Continua a leggere

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Le origini mitiche dei Rom

Tutti i popoli hanno storie sulle origini del mondo e dell’umanità; origini che, il più delle volte, corrispondono con l’origine del popolo stesso, creato da Dio e investito di qualche missione presso gli altri popoli. Anche i Rom hanno le loro. Si tratta di storie che spesso rappresentano la modifica di storie e miti dei popoli con cui sono entrati in contatto, che i Rom hanno curvato e adattato alla propria condizione storica ed esistenziale. Da esse traspare il disagio di un popolo vittima di una persecuzione secolare, che tende ad attribuirsi una colpa metafisica o storica per spiegare a sé stesso questo accanimento. Una di queste storie, ad esempio, racconta che i Rom in origine erano uccelli. Un giorno trovarono un campo pieno di cibo. Mangiarono quel giorno, ed il giorno seguente, e quello dopo ancora, finché non furono più in grado di riprendere il volo. Giunse l’inverno, le ali si seccarono e diventarono ali: e gli uccelli diventarono uomini. Uomini Rom. Continua a leggere

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Una premessa: tre modi di vedere

Vi sono tre modi di considerare un popolo diverso dal nostro. Il primo è, senz’altro, il pregiudizio, il quale (ne riparleremo) ha il suoi vantaggi. Il pregiudizio semplifica le cose, rende il mondo più comprensibile, meglio dominabile dalla conoscenza. Non è detto che il pregiudizio sia sempre pericoloso e negativo. Esistono anche pregiudizi positivi, che ci inducono ad essere benevoli verso una carta categorie di persone. In italia, ad esempio, abbiamo pregiudizi positivi verso gli americani. In molti altri casi, però, il pregiudizio è l’anticamera della discriminazione, quando non del vero e proprio odio sociale. Continua a leggere

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I Rom e il Tg5

Ieri sera ho seguito l’edizione delle 20.00 del Tg5. Tra le altre notizie, una che riguarda i Rom. Un marmista si lamenta perché la sua bottega è venuta a trovarsi all’interno di un campo rom, ed i suoi affari sono precipitati, perché gli italiani non si azzardano a mettere piede in un campo rom. Ma i Rom danno fastidio? Hanno aggredito qualcuno? No, ammette il marmista. Sono brava gente. Le telecamere mostrano un campo pulito, ordinato, più simile a un campeggio che a ciò che normalmente si intende per campo rom. E allora dov’è il problema? Il pregiudizio italiano, evidentemente. Sono emozionato. Può essere che finalmente un telegiornale italiano – per giunta il Tg5! – si decida a parlare del pregiudizio contro i Rom. Ma l’entusiasmo dura poco. Il giornalista lascia cadere in fretta la cosa e preferisce indugiare sulle automobili di lusso presenti nel campo. Come dire: se non posso dire che sono cattivi e infastidiscono il povero marmista, farò almeno intendere che sono ladri e finti poveri. I Rom non vanno bene mai. Se sono poveri, ci fanno schifo (i poveri ci fanno sempre schifo). Se sono ricchi, peggio. Sono ladri. Continua a leggere

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