Le Ue: “No alle violenze sui rom”, ma L’Italia finisce sotto accusa

di Claudia Fusani

ROMA – Basta coi discorsi. E l’ora di passare a fatti concreti. Finora, per ammissione dello stesso ministro europeo Vladimir Spidla “assai scarsi sul fronte dell’integrazione e della difesa delle minoranze”, quella Romanì, cioè rom, prima di tutte. Così, alla fine di due giorni di dibattito – cominciato ieri in Commissione e approdato oggi all’assemblea plenaria di Strasburgo – prendono forma l’impegno per una direttiva europea “contro ogni tipo di discriminazione” e la promessa di un’azione di “agevolazione e coordinamento europeo delle politiche nazionali per l’integrazione delle minoranze soprattutto quella rom”. Il documento sarà pronto a giugno.

Ma sul banco degli imputati, nonostante promesse e distinguo, ci sono finiti soprattutto l’Italia e il suo governo accusati senza mezzi termini di “razzismo” e “xenofobia”. Il Berlusconi IV non avvia nel migliore dei modi i suoi rapporti a livello europeo. Dopo gli attacchi dei ministri spagnoli (Moratinos ha chiamato Frattini e si è detto “rammaricato” per dichiarazioni che sono comunque “individuali”), la maggior parte dei paesi membri sta pesando con cura tolleranza e capacità di integrazione della politica italiana.

“Qui non siamo a Montecitorio”. Le regole della plenaria di Strasburgo sono ferree: la relazione del Commissario, a seguire gli interventi (due minuti per i gruppi; un minuto per chi parla a titolo personale) per chiudere con la replica del commissario. Discussioni, in genere, pacate e ordinate. Oggi invece gli interventi hanno sforato i tempi previsti, Marco Pannella ha alzato la voce per dire che “l’Italia non è una democrazia nè uno stato di dritto”. Luca Romagnoli (Fiamma tricolore) ha chiesto “la creazione di uno stato per i rom e gli zingari di modo che poi staremo tutti meglio”. Vittorio Agnoletto (Rc) ha tirato fuori un cartello per comunicare che “nel governo italiano ci sono razzisti” e dalle parti della Lega ne è spuntato un altro: “Lega, Mpa e Pdl hanno detto la verità / nel governo italiano non ci sono razzisti”. Un bailamme inedito che Luisa Morgantini (Prc), vicepresidente del Parlamento, interrompe con: “Signori ora basta, qui non siamo a Montecitorio”.

La sessione della plenaria dedicata alla questione Rom esplosa in Italia comincia alle cinque del pomeriggio. Durerà quasi un’ora e mezzo. Poco prima l’europarlamento aveva votato a maggioranza “la necessità e l’urgenza di un intervento normativo per mettere al bando le discriminazioni che vengono purtroppo ancora attuate nei confronti delle persone in base alla razza, all’età, alla fede religiosa, alla sessualità e alla loro disabilità”. Una direttiva, insomma, contro ogni tipo di discriminazione.

I quattro punti di Spidla. Alle cinque prende la parola il commissario Vladimir Spidla, della Repubblica ceca e ministro per l’Occupazione e i servizi sociali. Sono quattro i punti intorno ai quali ruota il suo intervento: 1) “La Commissione europea condanna ogni tipo di volenza contro i Rom” e respinge l’assioma per cui “tutti i rom sono criminali”; 2) I roghi di Ponticelli “non sono un caso isolato: la violenza politica è un fenomeno purtroppo in crescita in tutti i paesi membri”.
Il terzo punto dell’intervento di Spidla – la voce ufficiale di Bruxelles – riguarda la libera circolazione dei cittadini europei, quasi un pro memoria per il governo italiano che sta mettendo a punto sgomberi ed espulsioni di massa. “I romeni – precisa Spidla – sono cittadini europei e hanno tutto il diritto di circolare nei paesi membri”. L’espulsione dal territorio per chi non ha le risorse sufficienti “è una misura estrema e deve essere valutata caso per caso”.
Infine la promessa, dopo aver riconosciuto la carenza da parte di Bruxelles sul fronte dei rom: la Commissione s’impegna “a coordinare e agevolare le politiche nazionali per l’inclusione dei rom in modo da offrire prospettive alla loro vita”.
Schulz: “Nulla contro l’Italia”.Sono stati i socialisti di Martin Schulz (quello a cui Berlusconi qualche anno fa dette del kapo) a chiedere il dibattito dopo che l’eurodeputata rom Viktoria Mohacsi (Eldr) è stata due giorni in Italia invitata dai radicali tra i rom di Roma e Napoli e ha pronunciato proprio lunedì un duro atto di accusa. Schulz, come già aveva fatto in mattinata al telefono con Frattini, precisa in aula che il dibattito “non è un atto di accusa all’Italia” bensì l’occasione perchè l’Europa si faccia finalmente carico di questo problema che esiste in tutti i paesi. Quindi più solidarietà e più fondi per aiutare i rom i quali “devono accettare le nostre regole e farsi integrare”.
Ma l’Italia è sotto accusa. La mediazione di Schulz resta abbastanza isolata. A parte gli interventi dei forzisti del Ppe come Stefano Zappalà e Mario Mauro (“facciamo una politica di integrazione seria e a livello comunitario, non attacchiamo i singoli governi”), la maggioranza degli eurodeputati attaccano l’Italia e il governo. Mohacsi, rom di origine ungherese, accusa la maggioranza di “aver fatto dei rom il capro espiatorio della campagna elettorale” e il governo di essere “forte coi deboli e debole coi forti”. Mohacsi semina il dubbio che il tentato sequestro della bambina di sei mesi “sia falso” e chiede che ci sia un’inchiesta seria “su chi ha incendiato i campi e chi incita all’odio razziale”. La verde olandese Elly de Groen paragona “Berlusconi a Milosevic” e quello che sta accadendo in Italia “ai progrom degli anni trenta in Europa”. Durissimi i deputati romeni. Adrian Severin, socialista, sostiene che “in Italia c’è una vera e propria fobia contro i rom e i rumeni che vengono mescolati e confusi”. Tutto questo, secondo lui, “è l’anticipazione di nuove leggi razziali” e “le fiamme di Napoli accenderanno presto tutta Europa”. Un altro europarlamentare romeno disprezza quell’Europa “che ci veniva a dare lezioni e ora sa solo generalizzare. Questo è inaccettabile e le conseguenze saranno incalcolabili”. Anche Claudio Fava, ora coordinatore di Sinistra democratica, pronuncia un durissimo atto di accusa: “Berlusconi sta introducendo di nuovo in Italia il concetto di razza e sta portando l’Italia ai margini dell’Europa”. Fava cita “Goebbels” l’inventore della propaganda del Reich e avvisa: “A Napoli è stato delegato alla camorra l’incarico di far sgomberare quei campi”. Gianni Pittella (Pd-Pse) pretende da chi governa “soluzioni e non solo ruspe o capri espiatori”.
Italia sotto accusa, quindi. La replica finale del Commissario mette in guardia da “strumentalizzazioni” su questioni così “complesse”. E ammonisce: “La storia europea ci insegna che razzismo e intolleranza portano alla catastrofe. Se non facciamo nostra la lezione della storia, siamo destinati a rivivere la stessa catastrofe”.

La Repubblica
, 20 maggio 2008.

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